FOSSACESIA (16.02.2011) – Anche quest’anno la Città di Fossacesia aderisce alle Campagne Nazionali per la sensibilizzazione sul risparmio e la riduzione dei consumi energetici “M’Illumino di Meno” ed “Earth Hour 2011”, promosse rispettivamente dalla trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio Due e dal WWF Italia.
“I nostri stili di vita sono troppo energivori – esordisce l’Assessore all’Ambiente, Andrea Natale (PRC) – consumiamo troppa energia. Dobbiamo prendere coscienza che il cambiamento è possibile e necessario. In una ricerca pubblicata su una rivista specializzata si è dimostrato che sarebbe possibile ridurre il consumo energetico mondiale del 73% (cfr. http://www.newscientist.com/article/dn20037-efficiency-could-cut-world-energy-use-over-70-per-cent.html) – argomenta Natale - un obiettivo che sarebbe possibile raggiungere non dopo qualche anno, ma ora. Questo attraverso il miglioramento delle pratiche quotidiane e delle tecnologie già esistenti”.
Il team di esperti, coordinato da Julian Allwood (www.cei.cam.ac.uk/directory/jma42@cam.ac.uk), ha posto in evidenza una serie di buone prassi, come ad esempio: le modifiche agli edifici già esistenti attraverso un maggiore isolamento delle pareti, che porterebbe il fabbisogno energetico dell’edificio stesso a meno di 15 kilowattora per metro quadro annuo. Ridurre il peso delle automobili al di sotto dei 300 Kg, diminuirebbe di molto le emissioni inquinanti prodotte dal veicolo stesso. Cucinare con i coperchi sulle pentole, ridurre le temperature per i lavaggi della lavatrice e abbassare di qualche grado il riscaldamento della propria abitazione.
“Già nel novembre 2009 – precisa Natale – l’Amministrazione Stante ha impostato le linee guida per il Piano Energetico Comunale che adesso stiamo sviluppando con Alesa e la Provincia di Chieti, all’interno del Patto dei Sindaci. Puntiamo sull’efficienza energetica mettendo a norma gli impianti di illuminazione pubblica e riducendo i consumi, intervenendo sugli edifici comunali e sul fotovoltaico sui tetti e realizzando pensiline ombreggianti con le somme risparmiate dagli interventi di efficientamento”.
“Importantissimo è coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza, cosa che - conclude Natale – non facciamo solo con la partecipazione a queste campagne di sensibilizzazione, che sono un atto dovuto, ma anche nel Forum Ambiente, durante tutto l’anno e Venerdì mattina – chiosa Natale - verrò a lavoro in bicicletta per dare il buon esempio”.
mercoledì 16 febbraio 2011
martedì 8 febbraio 2011
Riserva Naturale Regionale “San Giovanni in Venere”: Approvato il Piano di Gestione 2011
FOSSACESIA – Continua l’impegno della Giunta Stante per la tutela e la valorizzazione delle aree di pregio del territorio di Fossacesia. Approvato oggi, durante la riunione della Giunta Comunale, il Piano di Gestione 2011 della Riserva Naturale Regionale "San Giovanni in Venere".
“Abbiamo fatto un altro passo in avanti per l’attivazione della Riserva Naturale Regionale “San Giovanni in Venere” – afferma l’Assessore all’Ambiente, Andrea Natale (PRC-FDS) – “Dopo la definizione del Piano d’Azione, il 30 dicembre 2010, con questo atto poniamo le basi per sviluppare le azioni necessarie ad attuare la tutela delle specie presenti nei 52 ettari della Riserva e iniziare a promuovere progetti e accordi per un turismo più rispettoso dell’ambiente che veda come protagonisti i nostri operatori turistici e gli imprenditori agricoli”.
La L.R. n°5/2007 ha individuato il Sistema di Aree Protette della Costa Teatina che alle già esistenti Riserve di Torino di Sangro e Vasto aggiungeva la Riserva di “Grotta delle Farfalle”, nei Comuni di Rocca San Giovanni e San Vito Chetino, le Riserva di “Punta dell’Acquabella” e “Ripari di Giobbe” nel Comune di Ortona, la Riserva “Marina di Vasto” nel Comune di Vasto e per ultima la Riserva/Sito di “San Giovanni in Venere” (vedi art.4, comma 3 della L.R. n°5/2007http://www.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2007/lr07005.htm#_Toc164659469).
“La nostra Riserva – continua Natale – è stata definita la Riserva DIMENTICATA. Nata in Consiglio Regionale, durante la discussione della l.r. n. 5 del 2007, è Riserva Regionale a tutti gli effetti, anche se non figura negli elenchi regionali. Ci siamo confrontati con tecnici ed esperti nazionali ed internazionali che hanno convenuto con noi su questo. Ne è testimonianza anche l’accettazione da parte della Rete Adriatica della Aree Protette (AdriaPAN – vedi http://triviadicerrano.blogspot.com/) come membro effettivo”.
“Consapevoli delle potenzialità di sviluppo di un’altra economia – aggiunge Natale – nel Piano di Gestione sono previste, oltre al Piano di Assetto Naturalistico, strutture per migliorarne la fruizione e la tutela e progetti come la Carta degli Impegni, rivolta agli operatori commerciali, bar, ristoranti, agriturismi, pizzerie, balneatori, con la quale gli stessi si impegnano a rispettare alcune condizioni sviluppate in un regolamento, che mirano alla “sostenibilità generale” della loro attività, al fine di efficentare la loro impresa con i vantaggi di economicità, rispetto dell’ambiente (riduzione della loro impronta ecologica), vantaggio pubblicitario verso i loro clienti. Ci attiveremo – precisa ancora Natale – affinché la Riserva serva per presentare anche buone pratiche relative alle specificità e per introdurre modalità di miglioramento delle strutture edilizie coinvolte”.
“La Riserva – spiega Natale– spero sia l’antipasto che serva a far capire quanto potrebbe fare il Parco Nazionale per le nostre Comunità. C’è timore che nasce dalla non conoscenza, timore alimentato ad arte da chi il Parco non lo vuole. Un Parco, un’area protetta, in generale sulla carta porta solo vantaggi. Deve essere progettato, attuato e gestito con grano salis e da persone esperte. Paragoniamolo ad una casa: – conclude Natale – Se nel progettare trascuriamo qualcosa, se nel realizzarlo scegliamo un Direttore dei lavori e dei muratori che non sono capaci, è probabile che la casa non sia abitabile, crolli, o abbia problemi di dispersione di calore o necessità di continui interventi di manutenzione. Non volere il Parco - chiosa Natale - perché si vedono solo i problemi, è come non voler costruire casa perché si ha paura che non sia abitabile, che crolli o abbia problemi o costi eccessivi di gestione! Sia per la casa che per il Parco l’importante è affidarsi a persone esperte, capaci e professionali”.
Dobbiamo attivarci affinchè il Parco diventi realtà non possiamo far passare il tempo senza discutere. Ognuno si assuma le proprie responsabilità e si venga a confrontare pubblicamente, la progettazione e la attuazione, sentiti i cittadini e le associaizoni, sia data a persone qualificate, ma è necessario che la politica, gli amministratori, decidano!
FINIAMOLA CON I "NI"!
FINIAMOLA DI PRENDERE IN GIRO I CITTADINI!
CHI NON E' IN GRADO DI GESTIRE QUESTI PROCESSI E PRENDERE QUESTE DECISIONI DEVE ANDARE A CASA!
“Abbiamo fatto un altro passo in avanti per l’attivazione della Riserva Naturale Regionale “San Giovanni in Venere” – afferma l’Assessore all’Ambiente, Andrea Natale (PRC-FDS) – “Dopo la definizione del Piano d’Azione, il 30 dicembre 2010, con questo atto poniamo le basi per sviluppare le azioni necessarie ad attuare la tutela delle specie presenti nei 52 ettari della Riserva e iniziare a promuovere progetti e accordi per un turismo più rispettoso dell’ambiente che veda come protagonisti i nostri operatori turistici e gli imprenditori agricoli”.
La L.R. n°5/2007 ha individuato il Sistema di Aree Protette della Costa Teatina che alle già esistenti Riserve di Torino di Sangro e Vasto aggiungeva la Riserva di “Grotta delle Farfalle”, nei Comuni di Rocca San Giovanni e San Vito Chetino, le Riserva di “Punta dell’Acquabella” e “Ripari di Giobbe” nel Comune di Ortona, la Riserva “Marina di Vasto” nel Comune di Vasto e per ultima la Riserva/Sito di “San Giovanni in Venere” (vedi art.4, comma 3 della L.R. n°5/2007http://www.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2007/lr07005.htm#_Toc164659469).
“La nostra Riserva – continua Natale – è stata definita la Riserva DIMENTICATA. Nata in Consiglio Regionale, durante la discussione della l.r. n. 5 del 2007, è Riserva Regionale a tutti gli effetti, anche se non figura negli elenchi regionali. Ci siamo confrontati con tecnici ed esperti nazionali ed internazionali che hanno convenuto con noi su questo. Ne è testimonianza anche l’accettazione da parte della Rete Adriatica della Aree Protette (AdriaPAN – vedi http://triviadicerrano.blogspot.com/) come membro effettivo”.
“Consapevoli delle potenzialità di sviluppo di un’altra economia – aggiunge Natale – nel Piano di Gestione sono previste, oltre al Piano di Assetto Naturalistico, strutture per migliorarne la fruizione e la tutela e progetti come la Carta degli Impegni, rivolta agli operatori commerciali, bar, ristoranti, agriturismi, pizzerie, balneatori, con la quale gli stessi si impegnano a rispettare alcune condizioni sviluppate in un regolamento, che mirano alla “sostenibilità generale” della loro attività, al fine di efficentare la loro impresa con i vantaggi di economicità, rispetto dell’ambiente (riduzione della loro impronta ecologica), vantaggio pubblicitario verso i loro clienti. Ci attiveremo – precisa ancora Natale – affinché la Riserva serva per presentare anche buone pratiche relative alle specificità e per introdurre modalità di miglioramento delle strutture edilizie coinvolte”.
“La Riserva – spiega Natale– spero sia l’antipasto che serva a far capire quanto potrebbe fare il Parco Nazionale per le nostre Comunità. C’è timore che nasce dalla non conoscenza, timore alimentato ad arte da chi il Parco non lo vuole. Un Parco, un’area protetta, in generale sulla carta porta solo vantaggi. Deve essere progettato, attuato e gestito con grano salis e da persone esperte. Paragoniamolo ad una casa: – conclude Natale – Se nel progettare trascuriamo qualcosa, se nel realizzarlo scegliamo un Direttore dei lavori e dei muratori che non sono capaci, è probabile che la casa non sia abitabile, crolli, o abbia problemi di dispersione di calore o necessità di continui interventi di manutenzione. Non volere il Parco - chiosa Natale - perché si vedono solo i problemi, è come non voler costruire casa perché si ha paura che non sia abitabile, che crolli o abbia problemi o costi eccessivi di gestione! Sia per la casa che per il Parco l’importante è affidarsi a persone esperte, capaci e professionali”.
Dobbiamo attivarci affinchè il Parco diventi realtà non possiamo far passare il tempo senza discutere. Ognuno si assuma le proprie responsabilità e si venga a confrontare pubblicamente, la progettazione e la attuazione, sentiti i cittadini e le associaizoni, sia data a persone qualificate, ma è necessario che la politica, gli amministratori, decidano!
FINIAMOLA CON I "NI"!
FINIAMOLA DI PRENDERE IN GIRO I CITTADINI!
CHI NON E' IN GRADO DI GESTIRE QUESTI PROCESSI E PRENDERE QUESTE DECISIONI DEVE ANDARE A CASA!
lunedì 31 gennaio 2011
Al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Val di Sangro: LA CITTA' DI FOSSACESIA PARTECIPA UFFICIALMENTE ALLO SCIOPERO DEL 28.01.2011
La Mozione presentata il 25 gennaio dall'Assessore Andrea Rosario Natale e dalla Capogruppo di Fossacesia-Città Attiva, Lara Polsoni, di cui è possibile leggere di seguito il testo approvato, è PASSATA all'UNANIMITA' durante l'ultimo Consiglio Comunale di Fossacesia lo scorso 27 gennaio 2011.
In forza della Mozione la Città di Fossacesia è stata presente alla Manifestazione di Lanciano al fianco dei lavoratori il 28 gennaio allo sciopero dei Metalmeccanici indetto dalla FIOM-CIGL.
"E' una piccola-grande vittoria - inizia l'Assessore Natale (PRC-FDS) - ma non per noi, in primis lo è per le lavoratrici ed i lavoratori di Fossacesia e della Val di Sangro".
"Abbiamo presentato la mozione - prosegue Natale, cofirmatario insieme al Capogruppo Lara Polsoni - per dare voce alle preoccupazioni di chi lavora in Sevel ed accendere una luce su un potenziale rischio che incombe su tutta la Val di Sangro. Esiste la seria possibilità che nel 2014 la Sevel chiuda e questa cosa sembra preoccupare solamente i lavoratori e alcuni sindacati e i partiti di Sinistra. Non vedo l'attenzione necessaria, sopratutto da parte del Presidente Chiodi. Per non parlare del Governo e del Ministro Romani che sono impegnati in altre questioni in questo momento".
"In Italia ed in Abruzzo la necessità è rimettere il lavoro al centro del dibattito politico e l'uomo al centro delle scelte che si fanno nei singoli stabilimenti e nelle politiche di sviluppo dei territori - continua Natale - Non possiamo pensare di competere con Cina e India sul costo del lavoro, dobbiamo puntare a produzioni eco-efficienti, a fare innovazione tecnologica, investendo in ricerca e defiscalizzando gli investimenti delle imprese nella ricerca. Nel 1973 la Fiat aveva pensato al TOTEM (Total Energy Module) un cogeneratore che era in grado di generare calore ed energia elettrica ottimizzando il rendimento. Con 15 kW, la potenza elettrica generata da un singolo modulo poteva bastare a soddisfare il fabbisogno medio di 5-10 appartamenti, mentre con il calore di 33.500 chilocalorie/h sviluppato dal sistema si potevano riscaldare un paio di appartamenti. La FIAT produsse il TOTEM in piccole quantità fino al 1985. Oggi il TOTEM avrebbe consentito, ulteriormente sviluppato, di convertire molti stabilimenti e di non chiuderne nessuno! Oggi invece è in Germania- aggiunge Natale - che strutture analoghe al TOTEM, con taglie che vanno da 2kW a 100kW, vengono utilizzate in svariate realtà, dai piccoli appartamenti alle fabbriche di una certa dimensione. Nel 2009 c'è stato un accordo, tra la compagnia energetica Lichtblick e l'azienda costruttrice di automobili Volkswagen, per poter sviluppare il progetto Ecoblue che prevedeva l'installazione per il 2010, nella sola città di Amburgo, di circa 100.000 impianti di cogenerazione collegati ad internet e collegati alla rete di distribuzione elettrica in modo da avere tantissime minicentrali che possono immettere a richiesta l'energia elettrica necessaria, avendo la possibilità di accendere queste microcentrali in pochi secondi, rispetto alle 6 ore di accensione di una centrale termoelettrica o alla continua accensione di una centarle nucleare. Perchè la FIAT ha abbandonato il TOTEM? Perchè Fiat ed ENEL non pensano a queste tipologie di collaboraizonie invece di investire in tecnologie ormai superate, obsolete, inquinanti e destinate a scomparire come i SUV e il nucleare? Perchè Marchionne non punta a proggettualità di questa innovazione? - chiede Natale".
"E' troppo facile fare i manager tagliando sul costo della manodopera! La politica deve stare vicino agli operai e rendere possibili e praticabili, insieme alle aziende, percorsi che stimolino l'innovazione, la riduzione dei costi energetici, il miglioramento della mobilità, dell'intermodalità - conlude Natale - così da difendere la dignità dei lavoratori, far crescere le imprese ed il benessere, tenendo a casa i giovani ricercatori che sono costretti oggi ad andare all'estero e facendo si anche che l'impatto sul nosto Pianeta Terra diminuisca".
DI SEGUITO SI RIPORTA IL TESTO DELLA MOZIONE APPROVATA ALL'UNANIMITA' DAL CONSIGLIO COMUNALE DI FOSSACESIA NELLA SEDUTA DEL 27.01.2011:
Oggetto: Situazione Lavorativa in Val di Sangro – Stabilimento SEVEL di Atessa: Impegno a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori
PREMESSO che dal 2008 al 2010 è sensibilmente calata la produttività di praticamente tutte le aziende della Val di Sangro e che per la Sevel si è passati, per esempio, da 3.600.000.000 di euro di fatturato del 2008 (pari a 258mila furgoni prodotti), a 1.600.000.000 di euro nel 2009 (120mila furgoni prodotti) e che anche se per il 2010 la produzione è di nuovo aumentata (190.000 furgoni prodotti) a questo non è corrisposto certo il superamento della crisi.
VISTO che per lo stabilimento Sevel di Atessa, dal 2008, la crisi produttiva e occupazionale ha comportato la riduzione da 7mila a 5.700 lavoratori impiegati.
CONSIDERATO che nonostante a partire dal 2010 si sia registrata una seppur lenta ripresa della produttività a questo non è corrisposto, però, una ripresa occupazionale ed una ripresa delle assunzioni, peggiorando nei fatti le condizioni degli operai, mentre i precari sono mandati a casa.
PRESO ATTO che anche la Honda ha perso una importante fetta di forza lavoro – circa 500 operai – e non sono da meno le perdite registrate da tutte le fabbriche degli indotti Sevel e Honda della Val di Sangro – Honeywell, Pierburg, San Marco, ecc. - che hanno perso complessivamente circa 300 operai e che secondo i dati della Cgil, in generale, saranno ben 3.000 i precari che non rientreranno nelle fabbriche della Val di Sangro neppure nel 2011.
EVIDENZIATO che diversamente da quanto successo nel 2010, anno in cui circa 90 aziende (in tutta la provincia di Chieti) hanno infatti avviato procedure di mobilità e circa mille lavoratori sono stati ‘agganciati’ alla pensione con una azione palliativa, nel 2011, invece, scadrà in molte fabbriche il ricorso alla cassa integrazione.
APPRESO dalla stampa che durante le trattative per Mirafiori, lo scorso dicembre 2010, l’amministratore delegato Marchionne avrebbe ammesso che l'accordo firmato 32 anni fa tra Fiat e Psa (il gruppo Peugeot-Citroen), che diede vita alla Sevel di Atessa, finirà nel 2014.
PRESO ATTO che lo scorso 18 gennaio 2011 a Valencienne in Francia vi è stato, presso la sede della Confederation generale du travail, il sindacato generale francese, un incontro per discutere in merito alla situazione del Gruppo ed in particolare della Sevel Nord, cioè lo stabilimento gemello della Sevel di Val di Sangro che, come quest’ultimo, rischia la chiusura.
TENUTO CONTO che l'eventuale chiusura della stabilimento SEVEL di Atessa porterebbe alla perdita di oltre settemila dipendenti (tra Sevel e indotto), al crollo economico e sociale della Val di Sangro, incidendo in modo importante anche sul benessere della Provincia di Chieti e della Regione Abruzzo.
RICORDATO che per giovedì 28 gennaio 2011 è stato proclamato lo sciopero generale dei metalmeccanici, allargato anche al mondo della scuola, dell'Università e dei precari in genere e che Lanciano ospiterà la manifestazione regionale della Fiom Cgil.
IL CONSIGLIO COMUNALE:
1. IMPEGNA la città di Fossacesia, per mezzo del Sindaco e del Consiglio Comunale in primis, ad intraprendere ogni utile iniziative per tutelare, proteggere e salvaguardare i posti di lavoro in Val di Sangro prevenendo e scongiurando l'idea di chiudere lo stabilimento SEVEL nel 2014;
1. CHIEDE, alle istituzioni e tutti gli enti preposti, il coinvolgimento dei comuni nei procedimenti decisionali al fine di poter apportare un necessario contributo; chiedendo altresì di fornire costante e attenta informazione a tutti i sindacati e a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori su qualsiasi vicenda connessa ai fatti sopra evidenziati;
1. INVITA le autorità competenti sovracomunali, in primis Governo e Regione Abruzzo ad impedire la chiusura e/o la delocalizzazione dello stabilimento SEVEL di Atessa e degli altri insediamenti (Honda, Honeywell, Pierburg, San Marco, ecc.) presenti in Val di Sangro promuovendo politiche per migliorare l'infrastrutturazione della Zona Industriale e della Provincia di Chieti, sviluppare l'intermodalità dei trasporti, ridurre i costi energetici e promuovere la ricerca applicata per avere prodotti a sempre maggiore eco-efficienza e ad alto valore aggiunto, ponendo le imprese nella necessità di non competere sul costo del lavoro, rispettando di più anche l'ambiente naturale;
1. si RIVOLGE a tutte le forze politiche, associazionistiche e civili per una forte, unita e condivisa battaglia di difesa della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, dell'economia di un territorio e dei posti di lavoro nella Val di Sangro, in primis nello stabilimento della SEVEL di Atessa, ed in generale nella Regione Abruzzo ed in Italia;
1. ADERISCE alle motivazioni ed alla piattaforma che hanno portato allo sciopero generale indetto per il 28 gennaio 2011 in tutta Italia;
1. TRASMETTE copia del presente atto alla Presidenza del Consiglio, al Sottosegretario della Presidenza del Consiglio, al Ministro per le Attività Produttive, ai Parlamentari eletti nella circoscrizione Abruzzo, al Presidente della Regione Abruzzo, agli Assessori regionali di competenza, ai Presidenti delle Province abruzzesi e ai Sindaci dei comuni abruzzesi.
Nota bene:
• Proposta il 25.01.2011 con nota prot. n°1038 a firma dell’Assessore Andrea Rosario Natale (PRC-FDS) e del Capogruppo di Fossacesia-Città Attiva, Lara Polsoni.
In forza della Mozione la Città di Fossacesia è stata presente alla Manifestazione di Lanciano al fianco dei lavoratori il 28 gennaio allo sciopero dei Metalmeccanici indetto dalla FIOM-CIGL.
"E' una piccola-grande vittoria - inizia l'Assessore Natale (PRC-FDS) - ma non per noi, in primis lo è per le lavoratrici ed i lavoratori di Fossacesia e della Val di Sangro".
"Abbiamo presentato la mozione - prosegue Natale, cofirmatario insieme al Capogruppo Lara Polsoni - per dare voce alle preoccupazioni di chi lavora in Sevel ed accendere una luce su un potenziale rischio che incombe su tutta la Val di Sangro. Esiste la seria possibilità che nel 2014 la Sevel chiuda e questa cosa sembra preoccupare solamente i lavoratori e alcuni sindacati e i partiti di Sinistra. Non vedo l'attenzione necessaria, sopratutto da parte del Presidente Chiodi. Per non parlare del Governo e del Ministro Romani che sono impegnati in altre questioni in questo momento".
"In Italia ed in Abruzzo la necessità è rimettere il lavoro al centro del dibattito politico e l'uomo al centro delle scelte che si fanno nei singoli stabilimenti e nelle politiche di sviluppo dei territori - continua Natale - Non possiamo pensare di competere con Cina e India sul costo del lavoro, dobbiamo puntare a produzioni eco-efficienti, a fare innovazione tecnologica, investendo in ricerca e defiscalizzando gli investimenti delle imprese nella ricerca. Nel 1973 la Fiat aveva pensato al TOTEM (Total Energy Module) un cogeneratore che era in grado di generare calore ed energia elettrica ottimizzando il rendimento. Con 15 kW, la potenza elettrica generata da un singolo modulo poteva bastare a soddisfare il fabbisogno medio di 5-10 appartamenti, mentre con il calore di 33.500 chilocalorie/h sviluppato dal sistema si potevano riscaldare un paio di appartamenti. La FIAT produsse il TOTEM in piccole quantità fino al 1985. Oggi il TOTEM avrebbe consentito, ulteriormente sviluppato, di convertire molti stabilimenti e di non chiuderne nessuno! Oggi invece è in Germania- aggiunge Natale - che strutture analoghe al TOTEM, con taglie che vanno da 2kW a 100kW, vengono utilizzate in svariate realtà, dai piccoli appartamenti alle fabbriche di una certa dimensione. Nel 2009 c'è stato un accordo, tra la compagnia energetica Lichtblick e l'azienda costruttrice di automobili Volkswagen, per poter sviluppare il progetto Ecoblue che prevedeva l'installazione per il 2010, nella sola città di Amburgo, di circa 100.000 impianti di cogenerazione collegati ad internet e collegati alla rete di distribuzione elettrica in modo da avere tantissime minicentrali che possono immettere a richiesta l'energia elettrica necessaria, avendo la possibilità di accendere queste microcentrali in pochi secondi, rispetto alle 6 ore di accensione di una centrale termoelettrica o alla continua accensione di una centarle nucleare. Perchè la FIAT ha abbandonato il TOTEM? Perchè Fiat ed ENEL non pensano a queste tipologie di collaboraizonie invece di investire in tecnologie ormai superate, obsolete, inquinanti e destinate a scomparire come i SUV e il nucleare? Perchè Marchionne non punta a proggettualità di questa innovazione? - chiede Natale".
"E' troppo facile fare i manager tagliando sul costo della manodopera! La politica deve stare vicino agli operai e rendere possibili e praticabili, insieme alle aziende, percorsi che stimolino l'innovazione, la riduzione dei costi energetici, il miglioramento della mobilità, dell'intermodalità - conlude Natale - così da difendere la dignità dei lavoratori, far crescere le imprese ed il benessere, tenendo a casa i giovani ricercatori che sono costretti oggi ad andare all'estero e facendo si anche che l'impatto sul nosto Pianeta Terra diminuisca".
DI SEGUITO SI RIPORTA IL TESTO DELLA MOZIONE APPROVATA ALL'UNANIMITA' DAL CONSIGLIO COMUNALE DI FOSSACESIA NELLA SEDUTA DEL 27.01.2011:
Oggetto: Situazione Lavorativa in Val di Sangro – Stabilimento SEVEL di Atessa: Impegno a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori
PREMESSO che dal 2008 al 2010 è sensibilmente calata la produttività di praticamente tutte le aziende della Val di Sangro e che per la Sevel si è passati, per esempio, da 3.600.000.000 di euro di fatturato del 2008 (pari a 258mila furgoni prodotti), a 1.600.000.000 di euro nel 2009 (120mila furgoni prodotti) e che anche se per il 2010 la produzione è di nuovo aumentata (190.000 furgoni prodotti) a questo non è corrisposto certo il superamento della crisi.
VISTO che per lo stabilimento Sevel di Atessa, dal 2008, la crisi produttiva e occupazionale ha comportato la riduzione da 7mila a 5.700 lavoratori impiegati.
CONSIDERATO che nonostante a partire dal 2010 si sia registrata una seppur lenta ripresa della produttività a questo non è corrisposto, però, una ripresa occupazionale ed una ripresa delle assunzioni, peggiorando nei fatti le condizioni degli operai, mentre i precari sono mandati a casa.
PRESO ATTO che anche la Honda ha perso una importante fetta di forza lavoro – circa 500 operai – e non sono da meno le perdite registrate da tutte le fabbriche degli indotti Sevel e Honda della Val di Sangro – Honeywell, Pierburg, San Marco, ecc. - che hanno perso complessivamente circa 300 operai e che secondo i dati della Cgil, in generale, saranno ben 3.000 i precari che non rientreranno nelle fabbriche della Val di Sangro neppure nel 2011.
EVIDENZIATO che diversamente da quanto successo nel 2010, anno in cui circa 90 aziende (in tutta la provincia di Chieti) hanno infatti avviato procedure di mobilità e circa mille lavoratori sono stati ‘agganciati’ alla pensione con una azione palliativa, nel 2011, invece, scadrà in molte fabbriche il ricorso alla cassa integrazione.
APPRESO dalla stampa che durante le trattative per Mirafiori, lo scorso dicembre 2010, l’amministratore delegato Marchionne avrebbe ammesso che l'accordo firmato 32 anni fa tra Fiat e Psa (il gruppo Peugeot-Citroen), che diede vita alla Sevel di Atessa, finirà nel 2014.
PRESO ATTO che lo scorso 18 gennaio 2011 a Valencienne in Francia vi è stato, presso la sede della Confederation generale du travail, il sindacato generale francese, un incontro per discutere in merito alla situazione del Gruppo ed in particolare della Sevel Nord, cioè lo stabilimento gemello della Sevel di Val di Sangro che, come quest’ultimo, rischia la chiusura.
TENUTO CONTO che l'eventuale chiusura della stabilimento SEVEL di Atessa porterebbe alla perdita di oltre settemila dipendenti (tra Sevel e indotto), al crollo economico e sociale della Val di Sangro, incidendo in modo importante anche sul benessere della Provincia di Chieti e della Regione Abruzzo.
RICORDATO che per giovedì 28 gennaio 2011 è stato proclamato lo sciopero generale dei metalmeccanici, allargato anche al mondo della scuola, dell'Università e dei precari in genere e che Lanciano ospiterà la manifestazione regionale della Fiom Cgil.
IL CONSIGLIO COMUNALE:
1. IMPEGNA la città di Fossacesia, per mezzo del Sindaco e del Consiglio Comunale in primis, ad intraprendere ogni utile iniziative per tutelare, proteggere e salvaguardare i posti di lavoro in Val di Sangro prevenendo e scongiurando l'idea di chiudere lo stabilimento SEVEL nel 2014;
1. CHIEDE, alle istituzioni e tutti gli enti preposti, il coinvolgimento dei comuni nei procedimenti decisionali al fine di poter apportare un necessario contributo; chiedendo altresì di fornire costante e attenta informazione a tutti i sindacati e a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori su qualsiasi vicenda connessa ai fatti sopra evidenziati;
1. INVITA le autorità competenti sovracomunali, in primis Governo e Regione Abruzzo ad impedire la chiusura e/o la delocalizzazione dello stabilimento SEVEL di Atessa e degli altri insediamenti (Honda, Honeywell, Pierburg, San Marco, ecc.) presenti in Val di Sangro promuovendo politiche per migliorare l'infrastrutturazione della Zona Industriale e della Provincia di Chieti, sviluppare l'intermodalità dei trasporti, ridurre i costi energetici e promuovere la ricerca applicata per avere prodotti a sempre maggiore eco-efficienza e ad alto valore aggiunto, ponendo le imprese nella necessità di non competere sul costo del lavoro, rispettando di più anche l'ambiente naturale;
1. si RIVOLGE a tutte le forze politiche, associazionistiche e civili per una forte, unita e condivisa battaglia di difesa della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, dell'economia di un territorio e dei posti di lavoro nella Val di Sangro, in primis nello stabilimento della SEVEL di Atessa, ed in generale nella Regione Abruzzo ed in Italia;
1. ADERISCE alle motivazioni ed alla piattaforma che hanno portato allo sciopero generale indetto per il 28 gennaio 2011 in tutta Italia;
1. TRASMETTE copia del presente atto alla Presidenza del Consiglio, al Sottosegretario della Presidenza del Consiglio, al Ministro per le Attività Produttive, ai Parlamentari eletti nella circoscrizione Abruzzo, al Presidente della Regione Abruzzo, agli Assessori regionali di competenza, ai Presidenti delle Province abruzzesi e ai Sindaci dei comuni abruzzesi.
Nota bene:
• Proposta il 25.01.2011 con nota prot. n°1038 a firma dell’Assessore Andrea Rosario Natale (PRC-FDS) e del Capogruppo di Fossacesia-Città Attiva, Lara Polsoni.
mercoledì 26 gennaio 2011
Situazione Lavorativa in Val di Sangro – Stabilimento SEVEL di Atessa: Impegno a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori
Pubblichiamo il testo della mozione che sarà presentata domani 27 gennaio 2011 in Consiglio Comunale a Fossacesia.
Venerdì 28 gennaio a Lanciano è indetta una manifestazione in occasione dello sciopero generale della Fiom. Il raduno è previsto alle ore 9 a Piazzale Cuonzo.
I SOTTOSCRITTI:
PREMESSO che dal 2008 al 2010 è sensibilmente calata la produttività di praticamente tutte le aziende della Val di Sangro e che per la Sevel si è passati, per esempio, da 3.600.000.000 di euro di fatturato del 2008 (pari a 258mila furgoni prodotti), a 1.600.000.000 di euro nel 2009 (120mila furgoni prodotti) e che anche se per il 2010 la produzione è di nuovo aumentata (190.000 furgoni prodotti) a questo non è corrisposto certo il superamento della crisi.
VISTO che per lo stabilimento Sevel di Atessa, dal 2008, la crisi produttiva e occupazionale ha comportato la riduzione da 7mila a 5.700 lavoratori impiegati.
CONSIDERATO che nonostante a partire dal 2010 si sia registrata una seppur lenta ripresa della produttività a questo non è corrisposto, però, una ripresa occupazionale ed una ripresa delle assunzioni, peggiorando nei fatti le condizioni degli operai, mentre i precari sono mandati a casa.
PRESO ATTO che anche la Honda ha perso una importante fetta di forza lavoro – circa 500 operai – e non sono da meno le perdite registrate da tutte le fabbriche degli indotti Sevel e Honda della Val di Sangro – Honeywell, Pierburg, San Marco, ecc. - che hanno perso complessivamente circa 300 operai e che secondo i dati della Cgil, in generale, saranno ben 3.000 i precari che non rientreranno nelle fabbriche della Val di Sangro neppure nel 2011.
EVIDENZIATO che diversamente da quanto successo nel 2010, anno in cui circa 90 aziende (in tutta la provincia di Chieti) hanno infatti avviato procedure di mobilità e circa mille lavoratori sono stati ‘agganciati’ alla pensione con una azione palliativa, nel 2011, invece, scadrà in molte fabbriche il ricorso alla cassa integrazione.
VISTA la scelta compiuta dal Gruppo Fiat alle Carrozzerie di Mirafiori e nello stabilimento di Pomigliano D’Arco che porterà ad un peggiorano le condizioni di lavoro, di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro, riducendo le pause sulle linee di montaggio, assumendo la nuova metrica del lavoro Ergouas quale metodo indiscutibile e immodificabile, aumentando gli orari di lavoro e lo straordinario obbligatorio, derogando dalle leggi e dal Ccnl, aumentando le saturazioni dei tempi di lavoro e lo sfruttamento oltre introdurre sanzioni e penalizzazioni che permettono all'azienda di non retribuire i primi giorni di malattia e di impedire il diritto di sciopero fino alla licenziabilità del dipendente.
APPRESO dalla stampa che durante le trattative per Mirafiori, lo scorso dicembre 2010, l’amministratore delegato Marchionne avrebbe ammesso che l'accordo firmato 32 anni fa tra Fiat e Psa (il gruppo Peugeot-Citroen), che diede vita alla Sevel di Atessa, finirà nel 2014.
PRESO ATTO che lo scorso 18 gennaio 2011 a Valencienne in Francia vi è stato, presso la sede della Confederation generale du travail, il sindacato generale francese, un incontro per discutere in merito alla situazione del Gruppo ed in particolare della Sevel Nord, cioè lo stabilimento gemello della Sevel di Val di Sangro che, come quest’ultimo, rischia la chiusura.
TENUTO CONTO che l'eventuale chiusura della stabilimento SEVEL di Atessa porterebbe alla perdita di oltre settemila dipendenti (tra Sevel e indotto), al crollo economico e sociale della Val di Sangro, incidendo in modo importante anche sul benessere della Provincia di Chieti e della Regione Abruzzo.
RICORDATO che per giovedì 28 gennaio 2011 è stato proclamato lo sciopero generale dei metalmeccanici, allargato anche al mondo della scuola, dell'Università e dei precari in genere e che Lanciano ospiterà la manifestazione regionale della Fiom Cgil.
PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE
1. di IMPEGNARE la città di Fossacesia, per mezzo del Sindaco e del Consiglio Comunale in primis, ad intraprendere ogni utile iniziative per tutelare, proteggere e salvaguardare i posti di lavoro in Val di Sangro prevenendo e scongiurando l'idea di chiudere lo stabilimento SEVEL nel 2014;
2. di CHIEDERE, alle istituzioni e tutti gli enti preposti, il coinvolgimento dei comuni nei procedimenti decisionali al fine di poter apportare un necessario contributo; chiedendo altresì di fornire costante e attenta informazione a tutti i sindacati e a tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori su qualsiasi vicenda connessa ai fatti sopra evidenziati;
3. di INVITARE le autorità competenti sovracomunali, in primis Governo e Regione Abruzzo ad impedire la chiusura e/o la delocalizzazione dello stabilimento SEVEL di Atessa e degli altri insediamenti (Honda, Honeywell, Pierburg, San Marco, ecc.) presenti in Val di Sangro promuovendo politiche per migliorare l'infrastrutturazione della Zona Industriale e della Provincia di Chieti, sviluppare l'intermodalità dei trasporti, ridurre i costi energetici e promuovere la ricerca applicata per avere prodotti a sempre maggiore eco-efficienza e ad alto valore aggiunto, ponendo le imprese nella necessità di non competere sul costo del lavoro, rispettando di più anche l'ambiente naturale;
4. di RIVOLGERSI a tutte le forze politiche, associazionistiche e civili per una forte, unita e condivisa battaglia di difesa della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, dell'economia di un territorio e dei posti di lavoro nella Val di Sangro, in primis nello stabilimento della SEVEL di Atessa, ed in generale nella Regione Abruzzo ed in Italia;
5. di ADERIRE alle motivazioni ed alla piattaforma che hanno portato allo sciopero generale indetto per il 28 gennaio 2011 in tutta Italia;
6. di TRASMETTERE copia del presente atto alla Presidenza del Consiglio, al Sottosegretario della Presidenza del Consiglio, al Ministro per le Attività Produttive, ai Parlamentari eletti nella circoscrizione Abruzzo, al Presidente della Regione Abruzzo, agli Assessori regionali di competenza, ai Presidenti delle Province abruzzesi e ai Sindaci dei comuni abruzzesi.
I SOTTOSCRITTI
F.to Andrea Rosario NATALE F.to Lara POLSONI
Venerdì 28 gennaio a Lanciano è indetta una manifestazione in occasione dello sciopero generale della Fiom. Il raduno è previsto alle ore 9 a Piazzale Cuonzo.
27 Gennaio 2011 Giornata della Memoria

L’Amministrazione Comunale di Fossacesia, in occasione della Giornata della Memoria istituita con Legge N. n. 211 del 20/07/2000 in commemorazione delle vittime del nazismo, del fascismo e dell'Olocausto intende promuovere iniziative che favoriscano la conoscenza e l’approfondimento di una delle pagine più tragiche nella storia dell’umanità. Ciò è auspicabile soprattutto da parte delle generazioni più giovani, per stimolare la riflessione su quanto accaduto e sulla necessità di impegnarsi nel presente, affinché simili delitti nei confronti di minoranze etniche, religiose, ma anche nei confronti di quanti possano essere considerati “diversi” per condizioni fisiche, psicologiche, sociali o culturali, non abbiano a ripetersi.
Nel corso della mattinata del 27 gennaio 2011 presso il teatro Comunale è dunque prevista una manifestazione che coinvolgerà gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Fossacesia e si svolgerà con il seguente programma:
- ore 10,00 Saluto del Sindaco;
- ore 10,15 Spettacolo “Se questo è un uomo” (letture scelte dall’opera di P. Levi a cura dell’attore e regista Sandro Cianci – Piccolo teatro del Me-Ti di Paglieta)
Durante l’incontro sarà inoltre possibile visitare la mostra fotografica “Lo sterminio in Europa” a cura dell’ANPI – Associazione nazionale Partigiani d’Italia, allestita nello stesso locale.
martedì 21 dicembre 2010
Istituito il Servizio di Volontariato Comunale di Difesa Ambientale, presidiare il territorio responsabilizzando i cittadini
E’ stato approvato all’unanimità, nell’ultimo consiglio comunale, il regolamento comunale per il “Servizio di volontariato di difesa ambientale” della Città di Fossacesia, che ha la finalità di concorrere alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e della difesa del suolo del territorio comunale.
«Ci stiamo dotando di un altro strumento necessario per migliorare il sistema di raccolta differenziata e per il presidio del territorio comunale», spiega l’assessore all’Ambiente, Andrea Natale, «il passo successivo sarà selezionare i volontari che seguiranno un corso di formazione e un periodo di tirocinio per diventare Ispettori Ambientali Comunali».
Nel 2011, durante i primi sei mesi successivi alla partenza del nuovo sistema di raccolta differenziata, gli Ispettori Comunali si occuperanno di controllare le modalità di conferimento dei rifiuti, correggendo gli eventuali errori e i comportamenti scorretti dei cittadini, oltre a segnalare disservizi e/o inefficienze della ditta che effettuerà il servizio di ritiro, direttamente all’Amministrazione Comunale, mettendola così nelle condizioni di poter intervenire e prendere provvedimenti puntuali e mirati per migliorare il servizio stesso.
«I volontari», continua Natale, «saranno attori della divulgazione e sensibilizzazione dei cittadini all’interno delle azioni di comunicazione ed informazione che il Comune e la ditta che si aggiudicherà il servizio dovranno porre in essere nei mesi successivi alla partenza del nuovo sistema di raccolta. Gli Ispettori comunali lavoreranno in modo integrato e coordinato con gli Enti preposti alla vigilanza», conclude Natale, «e saranno di supporto all’azione di controllo di corpo Forestale dello Stato, Polizia Provinciale e Polizia Locale».
L’avviso per la selezione uscirà nel gennaio 2011. Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito del Comune, www.comune.fossacesia.ch.it, o inviando una e-mail a info@comune.fossacesia.ch.it, oppure telefonando allo 0872.622242.
«Ci stiamo dotando di un altro strumento necessario per migliorare il sistema di raccolta differenziata e per il presidio del territorio comunale», spiega l’assessore all’Ambiente, Andrea Natale, «il passo successivo sarà selezionare i volontari che seguiranno un corso di formazione e un periodo di tirocinio per diventare Ispettori Ambientali Comunali».
Nel 2011, durante i primi sei mesi successivi alla partenza del nuovo sistema di raccolta differenziata, gli Ispettori Comunali si occuperanno di controllare le modalità di conferimento dei rifiuti, correggendo gli eventuali errori e i comportamenti scorretti dei cittadini, oltre a segnalare disservizi e/o inefficienze della ditta che effettuerà il servizio di ritiro, direttamente all’Amministrazione Comunale, mettendola così nelle condizioni di poter intervenire e prendere provvedimenti puntuali e mirati per migliorare il servizio stesso.
«I volontari», continua Natale, «saranno attori della divulgazione e sensibilizzazione dei cittadini all’interno delle azioni di comunicazione ed informazione che il Comune e la ditta che si aggiudicherà il servizio dovranno porre in essere nei mesi successivi alla partenza del nuovo sistema di raccolta. Gli Ispettori comunali lavoreranno in modo integrato e coordinato con gli Enti preposti alla vigilanza», conclude Natale, «e saranno di supporto all’azione di controllo di corpo Forestale dello Stato, Polizia Provinciale e Polizia Locale».
L’avviso per la selezione uscirà nel gennaio 2011. Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito del Comune, www.comune.fossacesia.ch.it, o inviando una e-mail a info@comune.fossacesia.ch.it, oppure telefonando allo 0872.622242.
Acqua, raccolta firme per chiedere la moratoria
Moratoria subito, diritto al voto nel 2011
Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.
Hanno posto la loro firma perché hanno capito che la battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto in discussione tutta la normativa attualmente vigente in tema di gestione del servizio idrico, a partire dal “decreto Ronchi” che ne vuole rendere definitiva la privatizzazione.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto un’imprescindibile questione di democrazia: sulla gestione di un bene essenziale alla vita la decisione non può essere delegata ad alcuno ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.
Per questo chiediamo alle forze politiche e istituzionali l’immediata approvazione, comunque entro il 31.12.2010, di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale.
Le scadenze imposte dall’art. 23 bis della Legge n. 133/2008 e successive modificazioni, (31 dicembre 2010 in alcune situazioni e 31 dicembre 2011 per altre), e quelle previste dalla Legge 42/2010 sulla soppressione delle A.ATO, come organi di decisione da parte dei Comuni sui modelli di affidamento, rischiano di far accelerare i processi di privatizzazione in corso e vanno di conseguenza posticipate a dopo il referendum.
Contemporaneamente, poiché in caso di elezioni anticipate, la scadenza referendaria, attualmente prevista per la primavera 2011, verrebbe posticipata di un anno, chiediamo che sin da subito le forze politiche e istituzionali si impegnino ad approvare, nel caso si renda necessario, un provvedimento di deroga a quanto previsto dalla Legge 352/1970, in modo da poter svolgere i referendum entro il 2011.
Così come a livello territoriale chiediamo a tutti gli enti locali di procedere verso la ripubblicizzazione del servizio idrico e la sua gestione pubblica e partecipativa, e di fermare tutte quelle iniziative che predispongono l’ingresso dei privati nelle società, l’ulteriore aumento delle loro quote di capitale e tutte le manovre societarie di inglobamento dei grandi gestori nei confronti delle piccole gestioni.
La straordinaria raccolta di firme referendaria e la diffusa consapevolezza sociale sul tema dell’acqua richiedono il rispetto di una volontà popolare già espressa, quella di poter votare prima possibile su un tema essenziale per la vita delle persone.
I referendum per l’acqua costituiscono un’insostituibile occasione per l’apertura di una grande discussione in tutto il Paese su un tema che è di stretta attualità in tutto il pianeta. Dalla Bolivia alla Francia, dal Brasile al Belgio, in tutti i Paesi sono in atto mobilitazioni e conflitti tra chi si batte per la gestione pubblica e partecipativa dell’acqua e chi vuole consegnarla ai capitali finanziari delle grandi multinazionali.
La stessa Assemblea delle Nazioni Unite, ha riconosciuto quest’anno - con il voto favorevole del Governo italiano- che “l’acqua potabile è un diritto fondamentale, essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti i diritti dell’uomo” ed ha rivolto l’invito agli Stati ed alle Organizzazioni internazionali a fornire tutte le risorse finanziarie.
Per questo chiediamo l’apertura di una grande discussione in tutti gli angoli del Paese, con una informazione seria e documentata e un confronto senza menzogne e senza propaganda.
Sarebbe una grande occasione di crescita collettiva e di democrazia.
E tutti sappiamo quanto sia necessaria.
Firma per chiedere la MORATORIA su
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=169&limitstart=11760
grazie!
Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.
Hanno posto la loro firma perché hanno capito che la battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto in discussione tutta la normativa attualmente vigente in tema di gestione del servizio idrico, a partire dal “decreto Ronchi” che ne vuole rendere definitiva la privatizzazione.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto un’imprescindibile questione di democrazia: sulla gestione di un bene essenziale alla vita la decisione non può essere delegata ad alcuno ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.
Per questo chiediamo alle forze politiche e istituzionali l’immediata approvazione, comunque entro il 31.12.2010, di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale.
Le scadenze imposte dall’art. 23 bis della Legge n. 133/2008 e successive modificazioni, (31 dicembre 2010 in alcune situazioni e 31 dicembre 2011 per altre), e quelle previste dalla Legge 42/2010 sulla soppressione delle A.ATO, come organi di decisione da parte dei Comuni sui modelli di affidamento, rischiano di far accelerare i processi di privatizzazione in corso e vanno di conseguenza posticipate a dopo il referendum.
Contemporaneamente, poiché in caso di elezioni anticipate, la scadenza referendaria, attualmente prevista per la primavera 2011, verrebbe posticipata di un anno, chiediamo che sin da subito le forze politiche e istituzionali si impegnino ad approvare, nel caso si renda necessario, un provvedimento di deroga a quanto previsto dalla Legge 352/1970, in modo da poter svolgere i referendum entro il 2011.
Così come a livello territoriale chiediamo a tutti gli enti locali di procedere verso la ripubblicizzazione del servizio idrico e la sua gestione pubblica e partecipativa, e di fermare tutte quelle iniziative che predispongono l’ingresso dei privati nelle società, l’ulteriore aumento delle loro quote di capitale e tutte le manovre societarie di inglobamento dei grandi gestori nei confronti delle piccole gestioni.
La straordinaria raccolta di firme referendaria e la diffusa consapevolezza sociale sul tema dell’acqua richiedono il rispetto di una volontà popolare già espressa, quella di poter votare prima possibile su un tema essenziale per la vita delle persone.
I referendum per l’acqua costituiscono un’insostituibile occasione per l’apertura di una grande discussione in tutto il Paese su un tema che è di stretta attualità in tutto il pianeta. Dalla Bolivia alla Francia, dal Brasile al Belgio, in tutti i Paesi sono in atto mobilitazioni e conflitti tra chi si batte per la gestione pubblica e partecipativa dell’acqua e chi vuole consegnarla ai capitali finanziari delle grandi multinazionali.
La stessa Assemblea delle Nazioni Unite, ha riconosciuto quest’anno - con il voto favorevole del Governo italiano- che “l’acqua potabile è un diritto fondamentale, essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti i diritti dell’uomo” ed ha rivolto l’invito agli Stati ed alle Organizzazioni internazionali a fornire tutte le risorse finanziarie.
Per questo chiediamo l’apertura di una grande discussione in tutti gli angoli del Paese, con una informazione seria e documentata e un confronto senza menzogne e senza propaganda.
Sarebbe una grande occasione di crescita collettiva e di democrazia.
E tutti sappiamo quanto sia necessaria.
Firma per chiedere la MORATORIA su
http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&view=petition&id=169&limitstart=11760
grazie!
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